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Liberi dalle Mafie: il percorso di Educazione Civica delle classi terze

Un’esperienza formativa che ogni anno accompagna i nostri studenti verso una cittadinanza più consapevole.

Utente Walter Occhionero

da Walter Occhionero

Docente e referente

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Anche quest’anno il nostro Istituto ha rinnovato l’impegno nel progetto Liberi dalle Mafie, un appuntamento ormai stabile all’interno del percorso di Educazione Civica. Si tratta per noi di un’iniziativa che, anno dopo anno, classe dopo classe, continua a rappresentare per studenti e docenti un importante momento di cittadinanza grazie al quale maturare degli strumenti che ci permettano di leggere la realtà, riconoscere le forme di illegalità e promuovere una cultura di responsabilità e partecipazione.

Il progetto affronta in modo ampio e multidisciplinare il tema della presenza mafiosa in Italia, le sue trasformazioni nel tempo e le sue ricadute nella vita quotidiana, anche nei territori del Nord e della nostra regione. Ma non solo: quello di Liberi dalle mafie è, in senso più generale, un percorso volto a costruire una cultura che riconosca e combatta ogni forma e mentalità di ignoranza, prevaricazione, sopraffazione, violenza.

Il progetto si è sviluppato nell’arco di tre mattinate piuttosto ricche e varie. Abbiamo cominciato con un incontro più teorico attraverso il quale gli operatori dell’Associazione Pereira hanno fornito alle classi alcune basi per poter affrontare il discorso con serietà e profondità: la storia delle principali organizzazioni mafiose italiane, le loro strutture, le caratteristiche comuni e distintive, le loro attività, le modalità di funzionamento. Il secondo incontro ha portato il fenomeno più vicino alla nostra realtà territoriale, con un focus sulle inchieste “Aemilia” e “Grimilde”: gli studenti hanno ragionato sul ruolo della società civile e delle istituzioni, e hanno incontrato le storie delle grandi figure dell’antimafia – come Falcone, Borsellino, Impastato e Puglisi – fino ad arrivare alle esperienze attuali di associazioni e attivisti.

Il momento conclusivo del progetto è certamente il più intenso e prevede l’incontro con testimoni diretti. Il 16 aprile, in aula magna, le classi hanno potuto conoscere Mario Esposito Ferraioli, fratello di Antonio (detto Tonino), cuoco, sindacalista, vittima innocente della camorra, morto a 27 anni. Per gli studenti, incontrare i protagonisti di queste storie significa tradurre in qualcosa di concreto tutto ciò che si muove dentro la parola “mafia”: si dà un volto e una voce a un nome, le grandi storie perdono il velo di mitologia che le rende lontane e si fanno vicine, diventando anche nostre.

Liberi dalle Mafie è un progetto di grande importanza per la nostra scuola. Siamo molto grati all’Associazione Pereira e a tutte le realtà che esistono, a tanti livelli, per combattere il fenomeno mafioso. Rinnovare ogni anno il progetto significa per noi rinnovare il nostro impegno come istituzione e come comunità scolastica nella lotta al fenomeno mafioso e continuare a costruire un futuro fatto di cittadini informati, consapevoli, privi di pregiudizi e affezionati a una cultura della partecipazione, della gentilezza, della condanna di ogni forma di atteggiamento violento. Non dimentichiamo mai le parole preziose che ci ha lasciato Peppino Impastato: la mafia uccide, il silenzio pure.