Si è conclusa il 19 settembre la mobilità Erasmus+ che ha visto 12 studenti del nostro Istituto Professionale Alberghiero “P. Artusi” protagonisti di un’esperienza formativa e umana straordinaria a Cordova, nella regione autonoma dell’Andalusia iniziata il 5 settembre.
Un percorso intenso che ha unito crescita professionale, immersione culturale, autonomia e inclusive relazioni interpersonali.
Professionisti sul campo: tra cucina e sala nei locali di Cordova
Divisi in tre diverse realtà ristorative della città andalusa, i ragazzi si sono messi in gioco direttamente sul campo, operando nei reparti di cucina o di sala in perfetta coerenza con il proprio indirizzo di studi. Questa immersione operativa ha permesso loro non solo di affinare tecniche di lavoro e competenze pratiche, ma anche di confrontarsi con una brigata e una gestione del servizio internazionali. L’approccio
diretto con il cibo e la tradizione gastronomica locale — provata sia nei luoghi di lavoro sia nei mercati caratteristici come quello di Plaza de la Corredera o nei mercati locali attorno a Las Setas — è diventato così un veicolo primario di scoperta e rispetto per una cultura diversa.
Crescita personale, problem solving e competenze per il futuro
Un progetto di mobilità come l’Erasmus non si limita al rafforzamento delle competenze tecniche, ma allena alla vita. Per molti studenti è stata l’occasione per imparare a gestire la logistica di un viaggio internazionale: dal check-in all’imbarco in aeroporto, fino all’orientamento in città e all’uso dei mezzi di trasporto. Mettersi alla prova ha significato anche esercitare flessibilità e capacità di problem solving quotidiano: anche un gesto apparentemente semplice, come coordinare e ordinare una cena di gruppo in lingua spagnola durante una delle uscite, si è trasformato in un’occasione d’apprendimento e di gestione dell’imprevisto. Competenze trasversali (soft skills) reali e immediatamente spendibili nel loro futuro
personale e lavorativo.
Inclusione, condivisione e nuove amicizie
Un valore fondamentale di questo percorso è stata l’inclusività. L’Erasmus ha garantito a ciascun ragazzo, indipendentemente dal proprio punto di partenza, la possibilità di esprimersi, sentirsi accolto e valorizzato all’interno del gruppo e nei contesti lavorativi. La condivisione ha caratterizzato ogni singola giornata: la mobilità è stata infatti condivisa con un gruppo di studenti di un Istituto Tecnico Grafico di Rimini. Con loro i nostri ragazzi hanno intessuto legami, scambiato punti di vista e vissuto momenti di socialità sia nella quotidianità sia durante le uscite culturali, come la splendida giornata trascorsa a Siviglia il 13 settembre, o durante le visite organizzate per la città. Un plauso va al supporto costante degli enti coinvolti: VolontaRomagna, che ha curato con attenzione i contatti e il coordinamento dall’Italia, e l’organizzazione partner locale Europa Connexion, che ci ha accolto a Cordova. L’ente ospitante ha affiancato la delegazione con presenza, guida e prontezza durante l’intero soggiorno, garantendo un punto di riferimento sicuro per studenti e docenti.
Il punto di vista dei docenti: fiducia e quotidianità condivisa
Per noi docenti accompagnatori, vivere questa esperienza al fianco degli studenti ha rappresentato un’opportunità irripetibile. Condividere la quotidianità al di fuori delle mura scolastiche — lontano dai banchi, dai voti e dai corridoi — ci ha permesso di scorgere e apprezzare sfumature caratteriali, punti di forza e risorse interiori che spesso in classe rimangono nascoste. Si è creato un clima di profonda fiducia e affidamento reciproco, in cui le regole della convivenza si sono intrecciate con il supporto emotivo, la risata condivisa (come nei momenti di festa per i compleanni festeggiati insieme) e la soddisfazione nel vederli sperimentare giorno dopo giorno. La consegna finale dei certificati di partecipazione ha suggellato non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. I nostri 12 ragazzi rientrano a casa con un bagaglio arricchito di competenze professionali, una lingua parlata con maggiore sicurezza e, soprattutto, la consapevolezza di essere cittadini del mondo.
Prof.ssa Monica Avenia
Prof.ssa Veronica Cancian

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