Il nostro Istituto ha vissuto quest’anno un’esperienza straordinaria grazie all’Agrichef Festival, una manifestazione che unisce il mondo degli agriturismi alla formazione professionale dei futuri chef. L’iniziativa ha messo in luce non solo la qualità dei prodotti del territorio, ma anche la grande serietà e l’impegno dei nostri ragazzi.
Tutto è iniziato nelle cucine della nostra scuola, dove si è tenuta la selezione regionale. Cinque agriturismi della Romagna si sono sfidati in un contest che ha visto protagonisti gli studenti della classe 2B. In questa fase, ogni chef è stato affiancato da due alunni della classe: insieme hanno provato le ricette, hanno studiato i piatti e, in molti casi, hanno rivisitato i sapori della tradizione per renderli più moderni. Al termine di una gara molto professionale, ha trionfato l’Agriturismo Vignoli di Riolo Terme con i suoi “Uccellini scappati allo Scalogno di Romagna IGP”.
Il successo ottenuto in casa ha aperto le porte della finale nazionale, che si è svolta a Roma il 26 marzo presso l’Istituto “Amerigo Vespucci”. A rappresentare la nostra scuola e tutta l’Emilia-Romagna in questo prestigioso appuntamento, accompagnati dalla professoressa Katia Sangiorgi, sono stati Pietro Gaddoni e Aaron Pollini, sempre della classe 2B, che hanno cucinato assieme all’AgriChef Glenda Vignoli.
A Roma, i nostri ragazzi si sono confrontati con i vincitori di tutte le altre regioni italiane. È stata una giornata intensa, dove il livello della competizione era altissimo, ma i nostri studenti hanno dimostrato una preparazione e una maturità esemplari. Partecipare a un evento di questa portata, portando i sapori della nostra terra nella Capitale, è stato un motivo di grande orgoglio per tutto l’Istituto.
L’Agrichef Festival si conferma un’occasione preziosa per i ragazzi: un ponte tra i banchi di scuola e il mondo del lavoro che insegna quanto studio, tecnica e amore per le proprie radici siano gli ingredienti fondamentali per il successo professionale. Complimenti a tutti gli studenti della 2B e, in particolare, a Pietro e Aaron per aver onorato il nome dell’Artusi con la loro passione.
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