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Gruppo Erasmus a Malta!

Nuove esperienze, stessa isola, un'estate che non si dimenticherà facilmente!

Utente Walter Occhionero

da Walter Occhionero

Docente e referente

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​Siamo partiti il 18 giugno da Bologna: un gruppo di 12 ragazze e ragazzi carichi di aspettative, cinque del nostro Alberghiero e gli altri provenienti da diverse scuole di Ferrara, Novafeltria e Riccione. La più piccola deve ancora compiere i 17 anni, mentre le ragazze più grandi ne hanno 18.

​Questo è il terzo weekend che trascorriamo a Malta ed è tempo di bilanci. Così, sabato ho chiesto ai “miei ragazzi Erasmus” di rispondere a una breve intervista sulle maggiori difficoltà incontrate, sulle cose più emozionanti e, più in generale, su come stesse andando l’esperienza lavorativa.

​A detta di tutti, i primi giorni sono stati una vera e propria avventura: una delle cose più difficili all’inizio è stato adattarsi a vivere con dei perfetti sconosciuti, ognuno con le sue abitudini, i suoi gusti e le sue necessità. Dice per esempio Alice: “La parte più difficile è stata suddividerci i compiti di casa e abituarci a vivere in un ambiente completamente nuovo, con persone inizialmente a me sconosciute”. Anche Alessandra è della stessa idea: “La sfida più grande è stata sicuramente imparare a dividerci i compiti in casa e a essere indipendenti”. Più positivo Alessandro: “Ovviamente non sono mankate le piccole sfide quotidiane. All’inizio la parte un po’ più difficile è stata la gestione della vita di tutti i giorni: organizzarci su come uscire, come gestire i pasti e fare la spesa insieme ha richiesto un po’ di rodaggio, ma ci ha anche aiutato a crescere e a fare squadra”.

​Dal mio punto di vista di osservatore adulto, non posso che confermare le difficoltà iniziali, ma soprattutto la capacità di adattarsi e di riuscire ad autogestirsi dimostrata da tutti. Certo, qualche lavatrice è durata 9 ore anziché 1, ma come si dice, sbagliando si impara…

​Un altro aspetto da tenere presente è sicuramente quello emotivo. Lo sottolinea Bianca, ma è una sfida che tutti si sono trovati ad affrontare: “È stato difficile allontanarmi da casa per così tanto tempo: la distanza dagli affetti e dalla propria comfort zone si è fatta sentire, specialmente nei primi momenti. Tuttavia, superare questa nostalgia e imparare a cavarmela da sola ha reso l’esperienza ancora più formativa, trasformando la fatica del distacco in una grande prova di maturità e indipendenza”.

​Ora che le prime due settimane sono passate, mi trovo con un gruppo ben amalgamato, che riesce a gestire non solo le “faccende di casa”, ma che sfrutta al meglio il tempo libero, alternando gite, visite e giochi di gruppo a pomeriggi al mare, uscite serali e momenti di meritato riposo. “La parte più emozionante di questa esperienza è stata senza dubbio l’opportunità di aprirmi a nuovi incontri e stringere nuovi legami”, dice Rosela. L’Erasmus, infatti, non è solo “andare a fare un’esperienza lavorativa all’estero”, ma anche e soprattutto conoscere persone, stringere amicizie, visitare posti nuovi e confrontarsi con nuove culture. In una parola: mettersi in gioco e vivere nuove avventure. Rende bene il concetto Noemi: “Secondo me è un’esperienza molto bella, in cui si impara a vivere senza l’aiuto di un genitore, si impara a organizzare i propri soldi e il proprio tempo; la cosa più bella è poter vedere posti nuovi con nuove amicizie”.

​E infatti, alla domanda su quale sia stata l’esperienza più emozionante, i ragazzi hanno risposto in massa facendo riferimento alle gite al mare, in particolare a una delle prime uscite in gruppo, un’escursione in barca alla Blue Lagoon di Comino: “La cosa più bella di questo Erasmus è stata visitare Comino e Gozo, specialmente la Blue Lagoon e la Crystal Lagoon” (Maya); “Il mio Erasmus a Malta è stato un viaggio intenso, fatto di sfide dure ma anche di momenti indimenticabili. L’esperienza in assoluto più bella è stata la giornata alla Blue Lagoon: non avevo mai viaggiato in barca prima di allora, e trovarmi per la prima volta a navigare in quel mare così incredibilmente cristallino è stata un’emozione unica che porterò sempre nel cuore” (Zyra).

​Anche Melissa sabato era della stessa opinione (“L’esperienza più emozionante che ho vissuto fino ad ora è stata la gita in barca alla Blue Lagoon, dove abbiamo fatto tuffi e il bagno in acque limpide e rinfrescanti”), salvo poi ricredersi il giorno dopo e confidarmi che, se le avessi riproposto la stessa domanda, avrebbe assegnato il primo posto alla “movida” maltese. Onesta.

​E poi c’è il “lavoro”, con la sua routine, le sue difficoltà e le sue sfide. Alla partenza i ragazzi sapevano solo dove sarebbero stati impiegati, ma le mansioni specifiche sono state assegnate soltanto in loco, sotto la supervisione del partner Erasmus locale: a qualcuno è stata data la possibilità di affiancare lavoratori esperti, ad altri è stato chiesto di svolgere i propri compiti con maggiore autonomia; qualche tutor aziendale si è dimostrato più disponibile, altri sono stati più rigidi. Quale che fosse la situazione, però, anche in questo caso i ragazzi hanno dimostrato una grande capacità di adattamento, supportati dalla disponibilità dei nuovi colleghi. Dice Anna: “Al lavoro mi sono trovata molto bene. Per fortuna le ragazze che lavorano con me sono sempre state molto disponibili e aperte, ad esempio per assecondarci con i turni di lavoro e per venirci incontro il più possibile. Per quanto riguarda quello che faccio in farmacia, sono cose che non riguardano molto il mio percorso di studi, però sono sicuramente utili per sviluppare altre capacità”. Il più contento in assoluto pare però essere Lorenzo: “Il lavoro qui mi è piaciuto davvero tanto. È proprio una di quelle esperienze che volevo fare da tempo per il mio futuro e mi ha aiutato a capire meglio cosa significa lavorare davvero. In particolare, stando in questa realtà, ho colto al volo i lati positivi di questo percorso. È stato davvero stimolante trovarmi in una condizione lavorativa che mi ha soddisfatto profondamente, confermandomi che era proprio la strada che volevo intraprendere”.

​Concluderei questo collage di interviste con le riflessioni di Clara: “La cosa che mi emoziona di più è fare il lavoro che amo, la receptionist! Quella più difficile è stata accettare di non poter sempre svolgere la mia mansione e dover fare altre cose, a volte addirittura annoiarmi non facendo quasi nulla; nonostante tutto, sono riuscita a essere sorridente, gentile e a divertirmi, visitando nuovi posti e scoprendo la cultura locale. Quindi si può dire che questo Erasmus è stato molto interessante, anche se avrei preferito approfondire di più l’esperienza diretta in hotel con programmi, software e clienti… ma allo stesso tempo questo mi ha dato ancora più voglia, per quando tornerò in Italia, di fare la cosa che più amo: la receptionist!”. Un concentrato di entusiasmo, capacità di adattamento, voglia di imparare e curiosità, che coglie in pieno lo spirito dell’Erasmus!

​Sliema, 6 luglio 2026

Lorenza Muzzolon, group leader

 

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